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Il parco dell’Aveto offre una considerevole ricchezza di fauna, flora e minerali. La presenza del lupo e dell’aquila reale è elemento di prova di una territorio ancora incontaminato con un sistema ecologico proprio di ambienti selvaggi e poco inquinati. La miniera di Gambatesa, una miniera di manganese tra le più grandi in Europa, è stata riconvertita ed è oggi una importante attrattiva turistica. Si può visitare con trenini a scartamento ridotto che vengono guidati da personale specializzato della miniera. www.minieragambatesa.it Notevole poi il recupero di alcune malghe come quella di Perlezzi che adesso svolge anche funzione di albergo rifugio e agriturismo. La Malga Per lezzi offre un comodo appoggio per le numerose escursioni che si possono svolgere nel parco ed offre inoltre una vera testimonianza della vita dei malgari e delle numerose attivit� zootecniche presenti nell’area. Malga Perlezzi Il parco � visitabile con l’appoggio dei numerosi rifugi presenti in zona oltre che usufruendo dei sentieri che lo attraversano per escursioni brevi anche di una sola giornata. Un punto di partenza privilegiato � senz’altro il paese di Santo Stefano d’Aveto, bella località di villeggiatura preferita dai genovesi per scappare in estate dalla morsa del caldo e dell’umido. Situata ad una altitudine di poco oltre 1000 metri offre in estate un clima fresco e secco. E’ il principale comune della Val d’Aveto ed è in un contesto spiccatamente montano circondato come è da una bella catena di monti alpini. Spicca al centro del paese il Castello medievale dei Malaspina recentemente restaurato con l’intervento della Provincia di Genova In passato Santo Stefano d’Aveto è stata anche una località sciistica. A tutt’oggi infatti risalendo verso il monte Bue si possono vedere i resti di un impianto di risalita di considerevole lunghezza. Tutto ciò a testimonianza che la relativa vicinanza del mare non rende meno alpini questi luoghi. Itinerari
Passo del Chiodo – La Nave – Monte Penna – Passo dell’Incisa – Casermetta del Penna Itinerario di breve durata, circa due ore, adatto a chi non soffre di vertigini. Il tracciato infatti è piuttosto esposto verso la cima della vetta del Monte Penna. In alternativa si può raggiungere la cima passando dall’altro versante. Si passa attraverso la bella conca della Nave (così chiamata per la caratteristica forma “ a nave”), segue la cima del Monte Penna con una salita ripida e molto panoramica. Si scende poi in una fitta faggeta lungo il versante sud. L’ideale è percorrere questo sentiero in estate o autunno. Nel corso delle stagioni fredde è possibile trovare abbondante innevamento. Per maggiori informazioni www.parks.it/parco.aveto/
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